Marche. Bilancio 2015 Fondo sociale. Non si giochi con i numeri
Come avevamo purtroppo paventato (vedi precedente comunicato, nota 1), sono alquanto preoccupanti le notizie che giungono dalla regione Marche in merito al ripristino del fondo sociale regionale per il 2015. L’impressione è che si sia cominciato un gioco di numeri che ci rimanda ai mesi precedenti la chiusura della precedente legislatura. Non vorremmo ritrovarci allo “Spacca 2”.
Nel comunicato della regione Marche, successivo all’incontro del 21 settembre del presidente della giunta Luca Ceriscioli, con i presidenti dei Comitati dei sindaci, http://www.marchenews24.it/sociale-ceriscioli-incontra-sindaci-unioni-dei-comuni-coordinatori-dambito-2080.html, si fa riferimento al recupero di 22 milioni di fondi sociali rispetto ai circa 34 impegnati nel 2014.
Purtroppo la realtà è diversa e occorre che sia fatta assoluta chiarezza.
Questa è la situazione, ad oggi, rispetto al finanziamento sociale 2015, http://leamarche.blogspot.it/2015/04/i-numeri-del-bilancio-sociale-2015.html. Ricordiamo che complessivamente nel 2014 la spesa sociale regionale era composta di circa 30 milioni di fondi nazionali e circa 34 di fondi regionali.
I 7 milioni annunciati come recupero nell’assestamento per il 2015 (gli altri 7 sono annunciati per il 2016), a seconda delle scelte regionali che verranno fatte, potranno essere trasferiti ai Comuni con (rifinanziamento di leggi regionali di settore) o senza vincolo di destinazione (fondo indistinto trasferito ai Comuni).
Si indicano poi ulteriori 15 milioni di fondi derivanti da due fonti di finanziamento.
a) fondi sanitari regionali per finanziare le quote sanitarie e dei servizi sociosanitari (precedentemente assunte in maniera ridotta o assenti). Queste quote (stimabili in un massimo di circa 8 milioni di euro) riguardano i centri diurni per disabili e non sono trasferibili ad altri servizi.
b) maggiori fondi statali (qui, http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=4001 pag. 7, i finanziamenti statali nei diversi anni). Come si può vedere si tratta di fondi con vincolo di destinazione eccetto il fondo nazionale politiche sociali, che dal 2014 al 2015 subisce un lieve incremento, per le Marche sono circa 500.000 euro in più. Per tutti gli altri c’è vincolo di destinazione (e per tipologia di destinatari e per intervento).
Infine il famoso fondo solidarietà. Il fondo (si parla di una cifra di circa 10 milioni di euro) istituito, ma non ancora finanziato, è destinato esclusivamente a sostenere i maggiori oneri dei comuni derivanti dall’aumento delle quote sociali a carico degli utenti di alcuni servizi sociosanitari diurni e residenziali (disabili, anziani, salute mentale). Non si tratta dunque di fondi sociali che si trasferiscono ai Comuni per la spesa sociale 2015. Ma solo di fondi a copertura di eventuali maggiori spese comunali per specifici servizi (effetti applicazione dgr 1195/2013 e 1331/2014).
Arrivati a fine settembre è necessario che con la massima celerità venga fatta chiarezza: – circa la somma complessiva dei fondi sociali e sulla entità del finanziamento sociale regionale indistinto e vincolato, mettendolo in relazione con il 2014 e indicando i servizi e le aree per le quali intervengono i finanziamenti della sanità a vicariare quelli precedentemente sociali.
Se il presidente Ceriscioli intende mantenere la parola data (ripristino del fondo tale da non intaccare erogazione dei servizi nel 2015, http://www.regione.marche.it/Home/Comunicazione/ComunicatiStampa/Comunicato.aspx?IdNews=24891) occorre che in tempi brevissimi si sciolgano questi nodi. E’ auspicabile che ogni soggetto “aiuti” la Regione a sciogliere questi nodi. In particolare i Comuni ed i loro organismi di rappresentanza. Sono stati anche loro destinatari di rassicurazioni assolute circa un finanziamento sociale regionale tale da evitare il taglio dei servizi. Ne chiedano con fermezza il rispetto. Lo facciano a nome dei cittadini che rappresentano. Non sovrappongano altre, meno nobili, ragioni.
Gli utenti dei servizi, che ogni giorno affrontano una dura quotidianità, non possono più tollerare la situazione di indefinizione come quella che vivono oramai da troppo tempo. E’ questione di rispetto.
Campagna Trasparenza e diritti
24.9.2015
Nota 1
Secondo il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Giacinti, “per coprire i fabbisogni legati al sociale occorrono 14 milioni di euro che verranno stanziati con l’assestamento”, (nota ANSA, 18 settembre, http://89.97.204.228/fparticolipdf/456551.pdf).
I conti non tornano alla Campagna “Trasparenza e diritti” che nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme, circa l’entità del ripristino http://leamarche.blogspot.it/2015/09/fondo-sociale-regionale-e-tempo-di-fatti.html. Come è noto nel bilancio 2015 per i servizi sociali mancavano circa 34 milioni di risorse regionali dei circa 64 complessivi. 30 dei quali derivanti da fondi nazionali. I 14 milioni indicati, cui si aggiungono gli 1,2 milioni già stanziati possono essere sufficienti se ai 30 di fondo nazionale del 2014 se ne aggiungono circa 18.
Non pare dunque che i 14 milioni che verrebbero stanziati nell’assestamento di bilancio siano in grado di assicurare ai Comuni le quote di cofinanziamento incassate nel 2014, e sui quali hanno programmato i bilanci ed i servizi nel 2015.
Gli aumenti dei finanziamenti sociali per il 2015 da parte dello Stato (http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=4001 vedi pagina 7), possono portare nelle casse regionali qualche milione di euro in più rispetto al 2014 (peraltro, occorre far notare, che la gran parte degli interventi statali hanno destinazione vincolata e dunque non si tratta di un fondo indistinto); qualche altro milione può essere aggiunto dall’aumento delle quote sanitarie in alcuni servizi sociosanitari, ma si rimane comunque molto lontani dalle cifre occorrenti per finanziare gli interventi erogati dai Comuni nel 2105 http://leamarche.blogspot.it/2015/04/i-numeri-del-bilancio-sociale-2015.html.
Le cifre indicate, purtroppo, non dunque sono rassicuranti, e confermano, le nostre grandi preoccupazioni. Se si vogliono davvero coprire i bisogni sociali, ed evitare tagli da parte dei Comuni negli ultimi mesi dell’anno, la cifra indicata deve subire un consistente aumento.
21.9.2015